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Web Piano - Concerto di Maurizio Baglini, pianoforte

19 Aprile 2017, alle 20:30
Via Duse 1/a - 43121 Parma

Maurizio Baglini, pianista tra i più brillanti e apprezzati sulla scena internazionale, si è fatto conoscere non solo per le sue qualità di interprete ma anche per la capacità di proporre la musica classica usando i mezzi multimediali più moderni. Mercoledì 19 aprile alle 20.30, nell'Auditorium del Carmine, Baglini proporrà il concerto Web Piano, organizzato dal Conservatorio di Musica Arrigo Boito. Il progetto, ideato nel 2006 in collaborazione con l'artista multimediale Giuseppe Andrea L'Abbate, abbina l'interpretazione dal vivo di grandi capolavori pianistici a una narrazione visiva originale e di grande impatto, proiettata su grande schermo.

In questa occasione il pianista proporrà composizioni che già nel titolo e nell’ispirazione contengono un forte richiamo all’aspetto visivo: nella prima parte suonerà infatti Images I e II di Claude Debussy (1862 1918), pagine appartenenti al cosiddetto impressionismo musicale, che privilegiano gli aspetti timbrici e coloristici della musica, evocando per esempio i riflessi dell'acqua o paesaggi spagnoli. La seconda parte del concerto sarà dedicata ai Quadri di un'esposizione di Modest Mussorgskij (1839 - 1881), trasposizione musicale di una visita fatta dal compositore a una mostra del pittore e amico Victor Hartmann. Una proposta di assoluta originalità, quindi, in cui la musica sarà arricchita dalla proiezione di immagini di Giuseppe Andrea L'Abbate.

Vincitore a 24 anni del World Music Piano Master di Montecarlo, Baglini ha al suo attivo un'intensa carriera in Europa, America e Asia: oltre milleduecento concerti come solista e altrettanti di musica da camera, in sedi e per istituzioni prestigiose, tra cui l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Teatro alla Scala di Milano, la Salle Gaveau di Parigi, la Victoria Hall di Ginevra, il Festival dei Due Mondi di Spoleto e il Kennedy Center di Washington. Il suo vasto repertorio spazia da Byrd alla musica contemporanea, con riferimenti importanti a Chopin, Liszt e Schumann.

L'ingresso al concerto è libero e gratuito. Per maggiori informazioni: www.conservatorio.pr.it.

Pianoforte e web si incontrano - La classica diventa multimedial

Como Lake Festival e il Maggio della Grande Musica a Cantù si incrociano oggi e domani fra i tasti bianchi e neri del pianoforte. La rassegna di Amadeus Arte compie un'incursione sonora nel cartellone canturino con una maratona pianistica di due giorni tra repertori inediti, multimedialità e incontri al Teatro comunale San Teodoro. Stasera alle 20 Alessio Brunialti guiderà nel foyer della sala il primo incontro con gli artisti che, per due giornate, costituirà il preludio ad altrettanti concerti previsti con inizio alle 2l sull'ondadiproposteoriginali. Quella odierna prevede che il pianoforte provocato dalle dita esigenti del maestro Maurizio Baglini intercetti la voglia di sperimentare nella musica colta di Giuseppe Andrea L'Abbate: un concertista classico e un maestro di video arte proporranno un modo diverso di incontrare l'opera musicale arricchita da forme d'espressione visiva. Baglini interpreterà le due raccolte descrittive di "Carnaval" op. 9 di Robert Schumann con il polittico di scene intitolate Préambule, Pierrot, Arlequin, Valse noble, Eusebius, Florestan, Coquette, Réplique, Sphinxes, Papillons, Lettres Dansantes, Chiarina, Chopin, Estrella, Reconnaissance, Pantalon et Colombine, Valse Allemande, Paganini,Aveu, Promenade, Pause, Marcia dei "Davidsbiindler" contro i Filistei, e i "Quadri di un'esposizione" di Modest Musorgskij, visita postuma alla mostra dell'amico pittore Hartmann con i relativi dieci quadri inframmezzati Spettacoli 69 dalle famose "Promenades". Definiti motori di progresso o baluardi dell'immobilismo conservatore gli uni, suite descrittiva gli altri, i due affreschi sonori saranno accompagnati da un progetto video destinato a generare nel pubblico nuove tele e percorsi in modo moderno con collegamenti continui fra l'Ottocento e l'oggi. Maurizio Baglini porta avanti con l'artista multimediale Giuseppe Andrea L'Abbate dal 2012 il progetto Web Piano, che abbina l'interpretazione dal vivo di grandi capolavori pianistici a una narrazione visiva originale su grande schermo. Stefano Lamon

Paola Parri (P.P.) intervista Maurizio Baglini

P.P.: E arriviamo finalmente all’evento di martedì 16 dicembre al Teatro Comunale di Pordenone. Web Piano, o meglio “Un piano per il web” realizzato insieme Giuseppe Andrea L’Abbate. Vuoi illustrarci brevemente il progetto? M.B.: Premetto che già Kandinsky aveva fatto qualcosa di importante sul tridimensionale, da associare in senso retrospettivo ai “Quadri di un’esposizione”. Io sono partito con Giuseppe Andrea L’Abbate da un progetto che ha un concetto semplice ovvero: qual è una forma d’arte contemporanea creativa attiva? Il multimediale. Piaccia o non piaccia è una forma di espressione contemporanea. Applicato alla grafica può dare quello che poi è il tentativo dell’arte totale. Io mi batto per l’abolizione delle barriere, degli stereotipi anche nella musica, quindi mi piacerebbe che questo lavoro che è partito con l’idea di avvicinare tutti gli appassionati di informatica, di arte creativa applicata al computer, figurativa alla musica e viceversa, potesse portare poi a un rinnovamento nel bacino del pubblico. Mi auguro di portarlo anche in Toscana questo progetto, presso il nuovo Auditorium (Bertarelli Concert Hall, Collemassari), che si presta perfettamente a questo tipo di proiezione. È un progetto che nasce per il web, come si può vedere dal sito, dove c’è una mia esecuzione fatta qualche anno fa, però è bello vederla proprio in live, perché non è una sorta di cinema muto in cui c’è una sincronizzazione della musica dal vivo che però si deve adattare alle immagini. Qui è il contrario. C’è una regia in cui se io suono più lento per esempio l’algoritmo creato da L’Abbate per il quadro fa sì che la proiezione sia sempre diversa e si può adattare, per cui anche un quadro come “Il vecchio castello” può durare anche 40 secondi in più rispetto a come viene concepito sul web e non subisce un danno. Il cambio di scena viene gestito in sincronia con la mia esecuzione live da una regia e questo crea qualcosa di nuovo che è nel massimo rispetto dell’espressione di musica d’arte dal vivo della diretta e fa capire cha anche con il computer, con la tecnologia, si può avere musica dal vivo o comunque arte figurativa proposta dal vivo, che non è statica, fissa e precostituita. Poi ci saranno anche gli scettici che diranno “ma io voglio ascoltare solo musica”, e va benissimo, “chiudi gli occhi”. P.P.: Quindi è una forma d’arte che va ad aggiungersi a quella che già tu proponi suonando… M.B.: Sì. Poi è creata in sintonia fra me e L’Abbate, perché io cerco sempre di riattualizzare ogni interpretazione. Mi spiego meglio. La musica cosiddetta classica, per quanto intramontabile, è comunque datata, perché è stata scritta secoli fa. Qui parliamo di un pezzo che ha 140 anni di vita (i Quadri) Bisogna renderla attuale. Faccio un esempio su tutti. “Bydlo” è il carro agricolo nel fango che fa molta fatica. Le ruote del disegno di Hartmann sembrano quasi quadrate, a simboleggiare questa fatica micidiale di un carro che non si sposta e che simboleggia il sacrificio del contadino nella miseria pur di sopravvivere. Oggi questo senso del movimento lo si vede ad esempio negli scafisti, nel fenomeno tragico di questi criminali che fanno fare questi viaggi della speranza che poi si concludono molte volte in maniera cruenta e violenta. Nel secolo scorso c’è stato il fenomeno della deportazione che ha avuto un epilogo tragico con i campi di concentramento. Anche lì c’era un treno, quindi il “Bydlo” diventa un quadro di guerra. Quindi cercare di attualizzare in senso proprio antropologico un fenomeno di disagio che la musica stessa esprime, perché Mussorgsky fa sentire questa grande fatica per la sopravvivenza, non lo trovo blasfemo, altrimenti dovremmo solo fermare l’interpretazione al tempo in cui è stata scritta, per cui si giustificherebbe esclusivamente la filologia. Così suoneresti Mozart solo sugli strumenti antichi ad esempio. Io sono invece per proiettare nel futuro la musica cosiddetta antica in modo che riacquisti il proprio valore intramontabile, che ha. La musica d’arte, la musica colta penso che debba solo essere comunicata in modo da essere scoperta anche da parte dell’ignorante e ne diventi appassionato. Del resto siamo tutti ignoranti in molte discipline. Io ad esempio vado al cinema e non sono di certo né un cineasta né un attore, non sono un regista né uno scenografo. Vado a teatro, idem. Vado a vedere un museo e posso decidere come interpretare da spettatore un quadro, ma non ne capisco niente. Però non mi è preclusa la visione dell’opera d’arte. Quindi la musica colta deve aggiornarsi in questo senso, altrimenti rimarremo destinati esclusivamente ad una èlite che sta poi scomparendo.

Baglini rilegge al teatro Verdi l’opera omnia di Mussorgsky

PORDENONE. Reduce da due importanti récital solistici - il 3 dicembre al conservatorio di Milano per la Società dei concerti e il 9 al Museo D'Orsay di Parigi - e dai concerti cameristici al festival Pergolesi Spontini e al teatro Ponchielli di Cremona, Maurizio Baglini non poteva non festeggiare il successo del suo nuovo cd Decca nel teatro per il quale costruisce la stagione musicale e all’interno del quale il cd è stato registrato la scorsa estate.

E così, il teatro Verdi di Pordenone ha organizzato una serata speciale - oggi alle 18 - fra musica e parole, con ingresso libero, nel corso della quale il pianista, assieme a Roberto Calabretto, presenterà (sul palco, dove salirà anche il pubblico) il nuovo album, l’integrale pianistica di Mussorgsky, con in apertura la celeberrima suite “Quadri di un’esposizione", in un’interpretazione che porta con sé anche un’altra novità.

In anteprima, parallelamente alla musica, sarà presentato il progetto webpiano dei “Quadri di un’esposizione” legato al cd, a cura del grafico multimediale Giuseppe Andrea L’Abbate, progetto che abbina l’interpretazione dal vivo di grandi capolavori pianistici a una narrazione visiva originale e di grande impatto proiettata su grande schermo.

Il cd, come accennato, è stato registrato al teatro Verdi di Pordenone tra i giorni 5 e 7 luglio 2014 sul grancoda Fazioli F278 1660 di Maurizio Baglini: e ciò testimonia, ancora una volta, la qualità dell’acustica della struttura, oltre alla volontà di Baglini di promuovere tutte le potenzialità del teatro comunale pordenonese.

La suite “Quadri di un’esposizione” di Modest Mussorgsky, intramontabile capolavoro musicale dell’Ottocento russo, è stata orchestrata da compositori come Ravel e Rimsky-Korsakov, interpretata da giganti della tastiera come Richter o Horowitz, perfino rielaborata con chitarre elettriche dalle rockstar Emerson, Lake & Palmer.

Ma Baglini non si sottrae alle sfide e, per la prestigiosa etichetta Decca, ha portato in sala di registrazione una nuova, sorprendente interpretazione, racchiusa in un doppio cd che raccoglie tutta la produzione per pianoforte di Mussorgsky: 113 minuti di musica che comprendono brani di rara esecuzione come la malinconica “Capricieuse” e la dolcissima “Una lacrima”.

Negli ultimi dieci anni Baglini ha interpretato spesso i Quadri dal vivo, dalla Salle Gaveau alla Tokio Kioi Hall.

«La suite di Mussorgsky vanta una storia interpretativa gloriosa - commenta il pianista - ma credo che oggi sia giusto rileggerla in una nuova chiave, più vicina a questo nostro tempo inquieto e travagliato. Nel disco ho cercato di comunicare nel modo più attuale e personale possibile soprattutto la tensione psicologica che percorre l’opera».

Del cd fanno parte anche fogli d’album meno noti se non dimenticati. «Nonostante internet - continua Baglini - recuperare le edizioni critiche originali di alcuni

di questi brani è stata una caccia al tesoro: un’operazione di recupero complessa che ha permesso di riportare alla luce autentici gioielli».

Sky Classica HD - Contrappunti

Sky Classica HD

Maurizio Baglini, ospite della trasmissione "Contrappunti" discute dell'opera di Schumann citando, fra l'altro, il nostro progetto del Carnaval op.9.

Maurizio Baglini, during a tv show on Sky Classica HD, discusses the work of Schumann citing the Carnaval op.9 project by webpiano.

Il “Web Piano” fa tappa in Emilia Romagna. L'innovativo progetto multimediale del pianista Maurizio Baglini e dell'artista Giuseppe Andrea L'Abbate sarà di scena domenica, alle 17, al teatro Comunale di Carpi. L'interpretazione dal vivo del celebre Carnaval op. 9 di Schumann per pianoforte solo sarà accompagnata da proiezioni originali su grande schermo, creando un inedito cocktail di note, immagini e parole. In programma anche altri capolavori di Schumann: Papillons op. 9 e Carnevale di Vienna op. 26.

(Journal of Modena, January 9, 2014)

The "Web Piano" makes a stop in Emilia Romagna. The innovative multimedia project of the pianist Maurizio Baglini and the graphics designer Giuseppe Andrea L'Abbate will be staged on Sunday, at 17, at the Municipal Theater in Carpi. The live interpretation of the famous Carnaval, Op. 9 Schumann for piano solo will be accompanied by original projections, creating a unique cocktail of notes, pictures and words. The program also includes other works by Schumann: Papillons Op. 9 and Carnival of Vienna, Op. 26.

Musica e immagini, ma non videoclip,bensì integrazioni culturali a quanto suggerito dalla musica». Così l'altra sera in S. Barnaba il pianista Maurizio Baglini ha spiegato lo spettacolo del festival D'Annunzio presentato insieme all'artista multimediale Giuseppe L'Abbate. Un progetto interessante teso ad avvicinare il pubblico alla musica. Baglini ha proposto la prima e la seconda serie delle “Estampes” di Debussy e “Carnaval op. 9” di Schumann. Per Debussy erano immagini colorate, scatti dì memoria alla Proust, più adatte alla seconda serie di “lmages”, più astratta della prima. E in “Carnaval” di Schumann le proiezioni esaltavano, in chiave contemporanea, la satira sociale che vi traspare. Un bell'esperimento, non facile comunque che non distraeva dalle eccellenti interpretazioni dì Maurizio Baglini: ricercato quanto libero e sensibilissimo in Debussy, elegante e moderno, ma ricco di slanci in Schumann. Lunghi applausi e per bis una Sonata di Domenico Scarlatti.

f. c.

Rencontre du troisième type dans la cour du musée Granet

C’est une facette méconnue du pourtant célèbre Robert Schumann qu’a proposée lundi le pianiste italien Maurizio Baglini dans le cadre du «musée imaginaire des musiciens» proposé tout au long du festival international de piano de la Roque d’Anthéron. Où l’on découvre un homme «avant-gardiste», «premier vrai critique musical de l’histoire», «politologue» et «philosophe».

Un homme capable aussi de se dédoubler en Eusebius, rêveur introverti, et Florestan, passionné et combatif au sein de son club baptisé «les compagnons de David». Un homme génial, capable de composer toute une oeuvre autour d’un motif de quatre notes, la bémol-do-si mi bémol ou de coller un passage de La Marseillaise dans un mouvement par pure provoc’. Obsédés par les formes musicales, le compositeur n’avait de cesse de les déstructurer, de les malmener, de casser tous les codes pour mieux créer. Passionné, Maurizio Baglini a planché sur une oeuvre en particulier, le «carnaval opus 9». Pas moins de 21 petits tableaux bâtis comme une autobiographie mêlée d’une «véritable satire sociologique» analyse le pianiste. «C’est une description de toute la société de l’époque, avec un Schumann curieux qui évoque la nécessité de compléter la musique par l’art de la poésie ou de la peinture» explique ce dernier. Sur la même longueur d’onde, le musicien a voulu apporter une nouvelle forme d’art, le multimedia, avec un film d’animation concocté par Giuseppe Andrea L’Abbate, spécialiste de la technique. «Deux siècles séparent les deux créations, mais je voulais vraiment quelque chose de lié à ma propre interprétation» précise-t-il.

Quand la 3D et le 19e siècle s’entremêlent

Après un petit détour par deux autres composition de Schumann les «papillons opus 2» et le carnaval de Vienne, qui permettront de mieux appréhender la deuxième partie, on pénètre dans l’imaginaire prolixe des deux artistes.

Un monde peuplé de squelettes en 3D, de statues du David de Michel-Ange démantibulées, de labyrinthes sans issue, de jeux de flipper géant, de mannequins girondes qui appâtent le téléspectateur avant qu’il ne finisse empalé sur une antenne TV. TV où l’on devine bien sûr la trogne d’Il Cavaliere. Outre l’actualité, les références sont aussi picturales avec une dernière image sur «les poissons rouges» de Matisse qui finissent noyés sous les confettis.

Généreux, Maurizio Baglini offrira un final en trois bis. Une étude «Manchega» de Louis Moreau Gottschalk, le «Chopin de la Nouvelle Orléans», une mazurka de Chopin et une petite sonate de Scarlatti pour «la bonne nuit». L’occasion d’apprécier une dernière fois son toucher tout en finesse et précision.

Mireille Roubaud

 

Maurizio Baglini interpreterà Robert Schumann e la sua musica romantica sabato 5 maggio alle ore 21 al Teatro Verdi. Il concerto di musica classica, organizzato dal Rotary club di Pisa e patrocinato dal Comune di Pisa, sosterrà il progetto internazionale PolioPlus,rivolto all’eradicazione della poliomelite,e la Fondazione Stella Maris, che da oltre mezzo secolo si occupa di diagnosi, cura e riabilitazione dei disturbi neurologici e psichiatrici dell’infanzia e dell’adolescenza.
Nel corso della serata, Maurizio Baglini accoglierà sul palcoscenico un giovane talento musicale pisano, selezionato da una commissione per l’assegnazione di una borsa di studio finalizzata ad una interclass estiva all’estero.
Il progetto, che il Rotary Club di Pisa affianca al concerto di primavera, nasce con l’obiettivo di stimolare i talenti pisani, sin dall’età adolescenziale, a un confronto ad alto livello in un ambito internazionale.
Con il concerto del Rotary – ha affermato il sindaco Marco Filippeschi – Baglini conclude un ciclo di eventi di grande spessore che hanno offerto alla città nuove opportunità di arricchimento culturale“. Alle parole del primo cittadino si aggiungono quelle di Roberto Cutajar, direttore della Fondazione Stella Maris: “L’iniziativa ci conforta non solo perché potrà arricchire il progetto con una nuova attività di ricerca, attraverso l’acquisizione di un borsista, ma anche perché ci fa sentire supportati dal calore dei sentimenti, in un impegno solidale con i valori di missione della nostra Fondazione, che ogni anno ricovera oltre 2300 bambini“.
Il programma del concerto è interamente dedicato a Robert Schumann: Papillon op. 2 (12 pezzi); Carnevale di Vienna op. 26; Carnaval op. 9, Scénes mignonnes sur quatre notes. Il pianista Maurizio Baglini propone una nuova guida all’ascolto di queste musiche, corredata da proiezioni multimediali a cura dell’artista Giuseppe Andrea L’Abbate, eccellenza pisana nell’ambito della grafica multimediale.

Il pianista Baglini regala il bis

"In trecento si presentano a Palazzo Reale per il concerto Così il maestro decide di replicare lo spettacolo. Maurizio Baglini raddoppia. Ci sono volute ben due lezioni-concerto per accontentare il numerosissimo pubblico (compreso il sindaco, molte autorità e anche l'ex presidente della Regione Claudio Martini) che ieri si è messo in coda per assistere all'esibizione del grande pianista. Troppi per essere accolti nella sala concerti allestita per l'occasione, in grado di accogliere non più di 150 persone.  Così Baglini ha deciso di replicare la lezione, prima esibizione alle 11 e seconda alle 12, per coloro che non erano riusciti a trovare posto. Il maestro pisano ha eseguito l'opera del compositore Modest Mussorgsky, accompagnata dalle proiezioni video del professor Giuseppe Andrea L'Abbate, proprio per ricalcare la stretta connessione dell'opera del maestro russo con l'immagine dei quadri di Victor Alexandrovich Hartmann che lo ispirarono nel 1874. "

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Il concerto di Baglini a Palazzo Reale

En plein air e in galleria

Maurizio Baglini pianoforte


Dagli scenari en plen air, tanto cari a Debussy, alle tele esposte in una galleria di Pietroburgo, il concerto di questa sera propone una carrellata di immagini e di suggestioni poetiche animate dal potere evocativo della musica.
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Modest Musorgskij scrisse i Quadri di un'esposizione in memoria di un caro amico, il pittore e architetto Viktor Hartmann. Nel 1874 era stata allestita a Pietroburgo un'esposizione di quadri e di schizzi di Hartmann, in memoria del pittore morto men che quarantenne. Musorgskij, presente alla mostra, era rimasto talmente affascinato dalla forza dei disegni che volle provare a tradurre in musica le impressioni ricevute. Il recupero di stilemi propri della tradizione folklorica russa, l'uso percussivo e tagliente del pianoforte e l'impiego di un linguaggio armonico dissonante di inusitata crudezza caratterizzano questa suite che si presenta come un ricchissimo caleidoscopio musicale: si spazia dall'atmosfera inquietante e grottesca dei brani dedicati a personaggi fantastici - Gnomus, uno schiaccianoci in forma di nano cattivo, e Baba Yaga, una strega della tradizione favolistica russa - al clima tenero e ingenuo del Balletto dei pulcini nei loro gusci, uno 'scherzo', veloce e lieve, caratterizzato dalla copiosa presenza dei trilli; dalla rappresentazione di un carro rurale polacco, Bydlo, il cui lento incedere è reso da una linea melodica al grave pesante e sinistra, al ritratto di due ebrei polacchi, Samuel Goldenburg e Schmuÿle, l'uno robusto, ricco e gongolante, l'altro magro, povero e piagnucoloso, impersonati da due motivi contrastanti. Vi sono poi gli affreschi di squarci caratteristici di una città: sia l'atmosfera sfavillante dei giardini delle Tuileries a Parigi, sia il brusìo della piazza del mercato a Limoges. Echi di un tempo lontano risuonano nel sentimento triste e cupo di una melodia intonata da un trovatore nel Vecchio castello o nelle masse accordali, percussive e dissonanti, che si trascinano lentamente in un'angosciosa discesa nelle Catacumbae romane di Parigi, fino ai teschi di Cum mortuis in lingua mortua. I vari "bozzetti" sono collegati dal ritorno (ben cinque volte) del brano introduttivo Promenade (Passeggiata) che, come suggerisce il titolo, rappresenta l'andirivieni del visitatore da un quadro all'altro. L'epilogo trionfale ed enfatico, La grande porta di Kiev, ispirata ad un progetto di Hartmann, risuona come un glorioso inno alla Madre Russia. Ad ogni brano verrà associato, mediante una proiezione in sala, uno sfondo multimediale, un "ambiente" grafico, ideato da Giuseppe Andrea L'Abbate, che ricrea quello suggerito dai "quadri" della suite. L'interazione di immagini in movimento ed esecuzione pianistica rientra in un progetto di Baglini e L'Abbate, dal titolo "Un piano per il web".  

Alessandro Lupo – Carla Monni