Grazie alla gentilissima collaborazione del maestro Maurizio Baglini, ho deciso di creare un sito web atto a raccogliere dei progetti, prevalentemente multimediali, nell'ambito della musica classica. L'idea da noi perseguita non si limita a utilizzare la rete e le tecnologie informatiche per la divulgazione e l'accesso alla musica classica ma cerca di sperimentare ed offrire nuove forme di fruizione (www.webpiano.it).
Attualmente sono stati relizzati due progetti multimediali, uno sui quadri di esposizione di M Musorgski ed uno relativo alla sonata per due pianoforti e percussioni Sz 112 di B Bartok. Altri progetti sono "in progress" e proporranno anche un approccio ludico alle note colte e talvolta difficili del repertorio della musica d'arte.
Il progetto offre uno spazio grafico per ascoltare ed esplorare la suite per pianoforte "Quadri di un'esposizione" di M Musorgski. La suite, scritta dal musicista russo dopo aver fatto visita alla mostra del pittore e amico V Hartmann, è composta di brani che descrivono i quadri e la loro organizzazione spaziale.
Secondo una sorta di "funzione inversa", rispetto all'operazione del compositore, il progetto crea un ambiente grafico a partire dai temi musicali. tale funzione non ci riporta però ai quadri di Hartmann bensì ad un nuovo scenario che vi è accumunato solamente dai temi delle singole tele e dalla loro disposizione all'interno dell'ambiente espositivo.
Pianoforte: Maurizio Baglini
Web design: Giuseppe Andrea L'Abbate

Un crescente rollare delle percussioni, poi lo scatenarsi di una vera battaglia fra le note taglienti, se vogliamo colte, del pianoforte ed i richiami tribali delle percussioni. Le questioni fondamentali dell'uomo e del mondo sembrano uscire con prepotenza dalle note del concerto per due pianoforti e percussioni Sz112 di Bartok.
Il variare degli elementi grafici e lo svilupparsi di un algoritmo genetico rappresentano un nuovo contesto multimediale che in qualche modo cerca aggiungere ulteriori stimoli alla riflessione sull'esitenza, l'origine dell'uomo e lo sviluppo del mondo.
Pianoforte: Maurizio Baglini e Roberto Prosseda
Percussioni: Gianni Arfacchia e Giuseppe Cacciola
Web design: Giuseppe Andrea L'Abbate


Pur senza tradire la sua origine di elaboratore e gestore di dati il computer oggi viene da i più percepito come un mezzo di comunicazione in grado di veicolare ogni tipo di informazione e forma culturale. In questa sua nuova e più potente veste la tecnologia informatica si incontra e forse si scontra con l’arte rendendo possibili nuovi percorsi per la creazione e la fruizione dell’opera d’arte digitale.
Il seminario "pennelli digitali" nasce nell'ambito della collaborazione con la Prof. Silvana Vassallo docente di "Applicazioni estetiche dell'informatica" ed "L'interattività nell'arte" rispettivamente del Corso di Laurea Specialistica in Scienze di internet dell'Università di Bologna e del Corso di Laurea Specialistica di Informatica Umanistica dell'Università di Pisa. Breve presentazione flash di "pennelli digitali" (pennellidigitali dal convegno GARR 2007).
L'opera alla sinistra, denominata "la deposizione della guida michelin" sottolinea come la tecnologia informatica possa alterare i "confini" dell'opera d'arte offrendo nuovi itinerari creativi e fruitivi. La versione modificata del celebre quadro di Magritte "la condizione umana", a destra, ci pone di fronte al rapporto fra reale e virtuale in un mondo dove la virtualità rischia di sembrare più dinamica e vitale della realtà.

Il progetto è rivolto a chi in museo o sul web voglia capire cosa c'è dietro un tessuto; dietro i nomi misteriosi dei tessuti si nasconde una complessa progettualità che ha permesso ai maestri tessitori di un tempo di trasformare fili di seta in opere d'arte. Ma come si ottenevano gli effetti luminosi del damasco ? Quale intreccio di trama e ordito ha creato tessuti istoriati come quadri ? Che cos'è il taffetas ? E il raso ?
L'applicazione da noi realizzata permette di visualizzare l’intreccio di trama ed ordito di diverse armature tessili attraverso la riproduzione del movimento dei fili sul telaio. Al momento sono consultabili le principali armature semplici mentre per i tessuti operati è possibile visualizzare alcuni esempi di lampasso e damasco.
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Cristina Borgioli in occasione del suo dottorato in Tecnologie e management dei Beni culturali (IMT-Lucca) che prendeva in esame la musealizzazione dei tessuti ed in particolare il patrimonio tessile del museo nazionale di Palazzo Mansi di Lucca.
